Futuro
Scalea-Maratea, è aperta la vendita dei voli. Venghino signori, venghino
Il governatore della Basilicata, generale di corpo d’armata Vito Bardi (Forza Italia), già vicecomandante della Guardia di Finanza ha una passione viva per il volo.
Nella ultima campagna elettorale regionale ha promesso una rete regionale di voli in elicotteri, poi ritrovandosi un quota lillipuziana della Gesac, il gestore degli aeroporti di Napoli e Salerno (qui la storia della quota e varie altre capriole) ha stabilito che magari la Gesac può gestire pure Pisticci.
Ora insieme al governatore della Calabria, Roberto Occhiuto (Forza Italia), è pronto ad aggiungere il nome di Maratea a una “cosa” che impropriamente è chiamata aeroporto, ma che è l’aviosuperficie di Scalea.
L’annuncio alla Ripartenza di Nicola Porro.
“Le persone vanno lì dove ci sono cose importanti da seguire”, ha detto Vito Bardi, presidente della Regione Basilicata, intervenendo sul palco della Ripartenza di Maratea. È l’occasione per lanciare, in esclusiva, la notizia che tanti cittadini aspettavano: insieme al presidente della Calabria, Roberto Occhiuto, i due hanno spiegato di aver “deciso di attivare a Scalea una aerosuperficie” per collegare i distretti turistici di Calabria e Basilicata. Da gennaio si potrà “tornare a Maratea volando su Scalea”. E quindi il nome dell’aeroporto sarà quello di “Scalea-Maratea”. Riporta nicolaporro.it
Però il generale, che nella sua lunga carriera ha servito in diversi reparti della Finanza, non avrà avuto il comando o molti contatti con il comando aeronavale del corpo perché, pur non essendo un pilota, un manutentore, un ingegnere aeronautico, se avesse avuto contatti con quel mondo avrebbe potuto avere un approccio più informato (e cauto) al “volo” nelle sue varie dimensioni.
Anzitutto avrebbe appreso che gli elicotteri sono le macchine volanti più delicate e che una rete – tipo autobus – non esiste da nessuna parte del mondo (il massimo nel settore sono gli elicotteri usati per spostare il personale dalle piattaforme in mare) e ci sarà un motivo, magari saranno i costi, magari il numero elevato di elicotteri necessari per gestire il servizio anche in considerazione dei cicli di manutenzione, magari la sicurezza?
Così come avrebbe appreso che un aeroporto per chiamarsi tale ha bisogno di alcune cose minime: almeno una pista di 2.200 metri, un’aerostazione, una serie di servizi obbligatori (torre di controllo, vigili del fuoco, l’agenzia delle dogane, la Polaria, la Guardia di Finanza, i servizi di handling, la manutenzione di linea, la sicurezza per l’accesso, la sanità aerea ecc.).
Poi serve una cosa piccola piccola che si chiama “catchment area” cioè l’area geografica da cui un aeroporto attrae i propri passeggeri. Si misura calcolando il territorio da cui si può raggiungere lo scalo entro un tempo limite (di solito 60-90 minuti per voli brevi o fino a 2 ore per voli intercontinentali).
Cosa c’è ora a Scalea? Anzitutto non è un aeroporto inserito nella rete nazionale. E non potrà esserlo – da piano nazionale degli aeroporti – fino al 2035. Al momento lo scalo gode di un finanziamento della Regione Calabria di 1,9 milioni di euro “per rendere più moderna ed efficiente l’Aviosuperficie”.
Solo per avere un riferimento: per adeguare la pista dell’aeroporto di Salerno – l’ultimo realizzato in ordine di tempo – e le infrastrutture di accesso sono impegnati più o meno 600 milioni di euro!
Scalea è un’aviosuperficie (peraltro nemmeno censita nella mappa dell’Enac, ma sicuramente sarà colpa di un bug) che sulla base di un accordo firmato il 24 giugno scorso sarà interessata alla “riqualificazione … per la trasformazione in aeroporto territoriale, passaggio finalizzato all’inserimento dello scalo nel progetto Enac della Regional Air Mobility (RAM) per collegamenti tra scali minori”.
Cos’è la Ram? E’ un progetto fortemente voluto dal presidente dell’Enac, Pierluigi Di Palma, “il nuovo modello di mobilità Enac che prevede un network flessibile, intelligente e capillare di aeroporti territoriali che connetteranno il Paese con piccoli aeromobili e vettori Pet Friendly”.
“A tal fine e per il tramite di Enac Servizi, che gestisce già 21 aeroporti, l’Ente sta per avviare un ambizioso programma di investimenti per rilanciare gli scali territoriali, a partire da Rieti, Siena, Capua, Pavullo nel Frignano, Milano Bresso e Viterbo”.
Al momento la Ram è un volo sperimentale lo scorso 15 settembre tra Fano-Roma Urbe (alla vigilia delle elezioni regionali marchigiane) con un King Air B200 che non è esattamente un Boeing 737 o un Airbus 320 (come si vede nella foto al lato del volo di Fano), per citare gli aeromobili più usati, come si vede nella foto del volo Fano-Roma Urbe.
La Ram, come detto, è legata alla “propulsione, del presidente dell’Enac Di Palma. Di Palma ha finito il suo mandato ed è in prorogatio fino al 15 agosto. Non sarà confermato.
La Ram non ha molti ammiratori nell’Enac, tra la struttura tecnica che peraltro è di livello altissimo. Ne ha ancor meno fuori.
E ha un problema, finora passato in secondo piano.
L’Enac è l’autorità dell’aviazione civile in italia, l’ente che dà le concessioni per la gestione degli aeroporti, può gestire esso stesso aeroporti? Cosa ne pensa l’Antitrust?
E comunque ad oggi per nessuno degli scali indicati dall’Enac per la Ram c’è una compagnia con un operativo.
Purtroppo a Bardi – che magari un biglietto aereo da solo non se lo sarà mai fatto – sfugge che già ora si comprano biglietti fino a fine marzo 2027. E che non essendoci una compagnia, ne vedendola all’orizzonte da Scalea a gennaio voleranno solo gli aerei di carta.
Inoltre, c’è una questione in Calabria che si delineerà nei prossimi mesi e che già è nota nei tavoli tecnici romani: Occhiuto, con acume, per rianimare l’aeroporto di Reggio Calabria (e in parte Crotone) ha fatto un accordo molto oneroso con Ryanair (che ovviamente non potrà atterrare a Scalea così come in nessun altro posto con una pista inferiore a 2.200 metri).
L’accordo sta portando ottimi risultati in termini di passeggeri, ma Occhiuto ha i soldi per il futuro con Ryanair e ha i soldi per fare anche Scalea (giacchè 1,9 milioni sono solo un aperitivo)?
Poi c’è una questione politica lucana.
In due giorni di gita a Maratea, Bardi per due volte ha “commissariato” il suo vicepresidente e assessore ai Trasporti, Pasquale Pepe.
La prima volta sulla frana ha fatto il sopralluogo anticipando il vertice di domani con Pepe.
La seconda con l’annuncio di Scalea. Pepe – forte del suo rapporto personale con Salvini, che dei trasporti è il ministro (anche se non sembra) – è riuscito a ottenere che nel piano degli aeroporti fosse inserito “un monitoraggio, al fine di garantire adeguati livelli di accessibilità e mobilità, valutando possibili potenziamenti delle infrastrutture esistenti” in Basilicata. Cioè vedere di trovare qualcosa per Pisticci. Nessuno di quelli che avevano tra le mani le carte del Piano lo voleva fare (“ma quello è un deserto” ha confidato un alto livello coinvolto), ma alla fine Pepe il risultato lo ha portato a casa. Magari non porterà a niente, ma è l’unica cose concreta esistente in Basilicata alla voce aeroproti.
Ora del povero Pepe si può dire tutto, tranne che – a differenza del suo capo Salvini – non sia un gran lavoratore sempre presente sulle varie questioni che gli sono state assegnate.
E ora dopo l’annuncio sul palco di Maratea, Pepe che pensa?
