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Futuro

Sanità: Basilicata e Calabria “più malate” e con meno fondi, Istat dixit

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L’Istat ha pubblicato oggi il Rapporto annuale sulla Situazione del Paese.

Un lavoro – come al solito accurato – che indaga vari fenomeni, tra questi la popolazione delle aree interne e i trasferimenti per la sanità.

Dello spopolamento delle aree interne si sa talmente tanto che c’è un convegno al giorno, attività nella quale eccelle l’improduttiva classe dirigente lucana.

Della sanità l’Istat spiega che a Basilicata e Calabria arrivano meno soldi peraltro in due regioni condizioni di multi-cronicità superiori.

Cioè regaliamo petrolio, gas, acqua e pale eoliche al Paese e abbiamo una quota di finanziamento inferiore a quello medio nazionale?

Ecco il testo dell’Istat.

Nel 2024 il finanziamento effettivo del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), che comprende finanziamento statale e risorse proprie delle regioni, è stato pari a 136,7 miliardi di euro, con differenze regionali significative: Emilia-Romagna e Liguria sono le regioni con il finanziamento pro capite più elevato, rispettivamente 2.490 e 2.441 euro.

I livelli più bassi di finanziamento effettivo si riscontrano invece nelle regioni del Mezzogiorno, in particolare in Calabria e Basilicata, con 2.167 e 2.190 euro pro capite.

Alcune regioni ricevono una quota di finanziamento inferiore a quello medio nazionale, pur avendo livelli di popolazione in condizioni di multi-cronicità superiori. È questo il caso, ad esempio, della Calabria e della Basilicata che presentano il mismatch maggiore.

Al contrario, alcune regioni ricevono un finanziamento più elevato, nonostante una prevalenza di multi-cronicità inferiore alla media, circostanza che si riscontra in maniera evidente per la Provincia Autonoma di Bolzano.