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Le auto tornano all’estero e la Basilicata è la top scorer nella crescita dell’export nei primi sei mesi del 2026 con +29,5%

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L’auto torna a essere determinante nelle esportazioni della Basilicata: nel primo semestre del 2026 l’export lucano ottiene il miglior risultato (in termini di crescita percentuale) tra tutte le regioni italiane: +29,5%.

L’export totale torna a sfiorare il miliardo di euro (979 contro 756 del 2025): le auto con 589 milioni valgono il 60,2% di tutto il commercio estero lucano (valevano il 41,4% nei primi sei mesi del 2025)

Senza la crescita dell’88% delle auto, il risultato sarebbe stato negativo del 12,1% !

L’export lucano vale lo 0,3% di tutto l’export italiano.

Crollano le esportazioni di petrolio passate da 60,8 a 15,2 milioni (-74,6%) e ora sono appena  l’1,6% di tutto l’export lucano.

Male i prodotti agricoli (-20,7%), malissimo le “colture agricole non permanenti”, male i salotti e la crisi affrontata a chiacchiere (.17,1%) e segnale preoccupante per i “prodotti da forno” -4,7% da 79,8 milioni a 76 milioni: per intenderci sono le produzioni che partono dalla Ferrero di Balvano e dalla Barilla di Melfi.

Per gli altri settori la solità volatilità connessa alla dimensione minima: basta una commessa e si sale del 90%, il semestre successivo si crolla del medesimo 90%.

La solita economia lucana: legata ad auto e petrolio.

Questo il quadro nazionale.

Nel periodo gennaio-giugno 2026, l’export nazionale in valore mostra una crescita sostenuta (+4,5%) e diffusa a livello territoriale: l’aumento delle esportazioni è marcato per il Centro (+11,9%) e per le Isole (+8,8%), di poco inferiore alla media nazionale per il Nord-ovest (+4,3%), più contenuto per il Sud (+3,8%) e il Nord-est (+1,9%).

Nei primi sei mesi del 2026, le regioni italiane che registrano gli incrementi tendenziali più marcati dell’export in valore sono: Basilicata (+29,5%), Toscana (+23,8%), Puglia (+15,2%) e Sardegna (+11,6%).

All’opposto, si segnalano le dinamiche negative di Friuli-Venezia Giulia (-9,6%), Lazio (-6,8%), Valle d’Aosta (-5,7%) e Campania (-4,6%).