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Futuro

Il commissario che verrà, i silenti di via Verrastro e il festival del riso

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Dall’11 settembre us, il DECRETO-LEGGE 10 settembre 2026, n. 157 recante “Disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi al protrarsi della nuova crisi dei mercati internazionali e di infrastrutture e attivita’ energetiche strategiche” (26G00178) (GU Serie Generale n.210 del 10-09-2026) è entrato in vigore.

L’art.2 prevede le “Misure di accelerazione dei procedimenti concernenti infrastrutture e attivita’ energetiche strategiche” con annesso “nomina un commissario ad acta al quale e’ attribuito il potere di rendere, in sostituzione della regione interessata, l’intesa, assegnando il termine entro il quale provvedere“.

Fino ad oggi né il presidente della Regione, né nessuno dei suoi assessori, né consiglieri regionali di maggioranza, né i parlamentari della maggioranza, né segretari regionali dei partiti di maggioranza hanno espresso un pensiero pubblico sulla materia.

Il fervido assessore Cicala – cittadino di Viggiano, l’Austin italiana e fratello del sindaco della medesima capitale del petrolio – addirittura si è dedicato a una delle produzioni agricole che sfortunatamente la Basilicata non può annoverare nel suo ricco pantone di diversità biologica intraprendendo un lungo viaggio verso il Festival internazionale del Riso!

Per completezza occorre rilevare che anche la reazioni dei partiti dell’opposizione sono prossime allo zero: la vetta è del commissario del Pd che ha preso carta e penna per ricordare l’11/9 che, per carità è quello che è, ma magari per uno che rappresenta il principale partito di opposizione (e di passato lungo e non molto profittevole governo) magari l’attenzione maggiore dovrebbe al territorio del partito affidatogli.

I corridoi dei Palazzi potentini sono pieni di generosi – spessissimo inutili – spifferi.

Si racconta che un testo firmato da Bardi sulla questione sarebbe partito nella giornata di venerdì alla volta di Roma per l’approvazione, si immagina di Palazzo Chigi. Ma del viaggio di ritorno non si hanno notizie.

Si dice pure di interlocuzioni in corso con Roma.

Il presidente della Regione dovrebbe però sentire il dovere di spiegare ai lucani il punto di vista suo, della sua giunta e della sua maggioranza su un atto che, si può girare intorno dialetticamente quanto si vuole, è una sconfessione da parte del Presidente del Consiglio e del Governo su una materia critica per il Paese (l’approvvigionamento energetico) e criticissima per la Basilicata.

Perché tutto questo silenzio alimenta – anche inutilmente – dietrologie e interpretazioni che non giovano a nessuno, cominciando proprio da Bardi.

Hanno parlato il presidente del Consiglio e il ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica (Mase), Gilberto Pichetto Fratin, che giova ricordare è del medesimo partito del governatore, Forza Italia.

Perchè, per esempio, sarebbe utile capire perchè il governo prevede un commissario per le regioni eventualmente inadempienti quando molti procedimenti sono incagliati proprio negli uffici del Mase.

E visto che la premier auspica che la Basilicata sostituisca il Qatar come fornitore di petrolio all’Italia intera, sarebbe utile capire cosa significa – tradotto in localizzazione geografica – quel “ivi inclusi (procedimenti amministrativi, nda) quelli relativi alla perforazione di pozzi, al rilascio, alla proroga o alla modificazione di permessi di ricerca e di concessioni di coltivazione di idrocarburi“?

 

Ps. Il riferimento al Qatar è sbagliato: l’Italia importa dal Qatar solo il gas!