Futuro
I nuovi dati Istat: siamo nel deserto demografico
Chiusa l’estate delle sagre, delle feste, dei premi che fanno lo stipendio agli organizzatori, dei selfie, dei concerti da 130mila euro pagati da Pantalone & co, dei messia e delle loro voraci corti arrivano con singolare tempismo (quasi una legge del contrapasso) le “Previsioni della popolazione residente, delle famiglie e delle forze di lavoro – Base 1/1/2025” che non hanno niente di buono per la Basilicata e le sue aree interne.
Scrive l’Istat
Le previsioni demografiche dei comuni, raggruppati secondo la classificazione SNAI 2021‑27*, mostrano che, entro il 2050, la popolazione diminuirà sia nei centri sia nelle aree interne, ma con intensità diverse. Nel complesso del Paese, le aree interne risultano più esposte alla perdita di popolazione, mentre i centri mantengono una maggiore capacità di tenuta almeno nel breve periodo
Ed ancora
La differenza tra le aree interne del Mezzogiorno e del Nord è particolarmente significativa. Nel 2025, le prime contano 7,1 milioni di residenti, oltre il doppio dei 3,9 milioni del Nord. Entro il 2050 il Mezzogiorno perde 1,1 milioni di abitanti nelle aree interne, mentre il Nord ne perde circa 122mila. Il calo medio annuo nel periodo 2030‑2050 è pari a −0,8% nel Mezzogiorno, con una velocità di riduzione quadrupla rispetto al −0,2% nel Nord. Ciò indica che le aree interne meridionali combinano bassa natalità, forte invecchiamento e persistente perdita migratoria, mentre quelle del Nord beneficiano maggiormente della prossimità ai sistemi urbani e delle opportunità economiche che questi offrono
Oltre a questo l’Istat ha aggiornato il quadro delle “Previsioni della popolazione residente per sesso, età e regione – Base 1/1/2025” fino al 2080.
Questo grafico spiega cosa succederà in Basilicata
Quindi nel 2030 (cioè domani) la popolazione perderà il 4,4% rispetto al 2025, poi nei successivi anni intorno al 10 fino ad arrivare al 12,5% nel 2060.
Nel 2080, prevede lo scenario medio dell’Istat (quindi nemmeno il peggiore…), resteranno in circolazione 284.571 lucani, il 46,3% dei lucani residenti il 1 gennaio 2025.
Nel 2050, cioè tra 24 anni (cosa facevamo 24 anni fa nel 2002? era ieri) i lucani residenti saranno 411.916, il 22,3% in meno di quelli del 2025.
C’è solo un vantaggio: non esserci nel 2080, perchè a quei 284.571 lucani superstiti bisognerà rendere conto delle chiacchiere, dell’immobilismo, dei soldi sprecati a cercare record vanesi e dei soldi finiti nelle tasche degli apparatcik che garantiscono il fumo per impedire di vedere la realtà.
*Cos’è la classificazione Snai (2021-2027)?
Qui dal glossario Istat: La classificazione della Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI) per il ciclo 2021-2027 raggruppa i comuni italiani in base al tempo di viaggio necessario per raggiungere i centri più importanti (poli e poli intercomunali) che offrono i servizi essenziali (ospedali, treni, scuole superiori). In particolare, i poli si distinguono dai poli intercomunali per essere anche capoluoghi di provincia e per essere quindi in grado di offrire altri servizi al cittadino in passato di competenza delle province. I comuni di cintura sono aree vicine ai poli, con un viaggio sotto i 20 minuti per raggiungerli.
I comuni intermedi sono aree da 20 a 40 minuti di distanza dal polo. I comuni perifierici sono aree da 40 a 75 minuti di distanza dal polo. Infine, i comuni ultraperiferici sono aree molto isolate, con un viaggio superiore ai 75 minuti.
Nel complesso, poli, poli intercomunali e comuni di cintura costituiscono i Centri, mentre i comuni intermedi, periferici e ultraperiferici le Aree Interne.
