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Futuro

Gli aeroporti e le fantasie che non decollano

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L'aeroporto di Salerno Pontecagnano

La Basilicata anela ad avere un suo aeroporto.

Un desiderio vecchio di almeno 60 anni senza fortuna. Che sbatte sempre con la realtà dei numeri e la scarsa conoscenza del settore aereo.

In principio fu la pista a Piano del Mattino a Potenza: ci sono ancora le vestigia di quell’opera tra le quali trovano il giusto pascolo le pecore.

A Piani del Mattino non si potevano svolgere le operazioni di volo per motivi tecnici, si direbbe oggi. Bastava andare su quei luoghi e capire che non era il caso di far arrivare aerei (ma siccome la faccia tosta non finisce mai quegli stessi posti furono proposti all’Esercito per delocalizzare la Caserma Lucania e avere gli spazi delle indispensabili attività addestrative. La delegazione militare guidata dal generale Pietro Serino, in seguito capo di Stato Maggiore, ringraziò e andò via. Insieme al 91° Battaglione Lucania).

Però un po’ di soldi da buttare furono buttati.

Più tardi intorno al 1995 si presentarono favorevoli condizioni politiche per un aeroporto: prese quota l’idea dell’aviosuperficie Enrico Mattei di Pisticci (Matera), costruita nel 1960 al servizio del polo chimico della Val Basento.

Contemporaneamente spuntò, a Metaponto nell’ambito di un grande piano di villaggi turistici nel metapontino fatto dalla Cit di Gianvittorio Gandolfi, un progetto che vedeva la partecipazione addirittura della Save, la società che gestisce gli aeroporti di Venezia, Treviso, Verona e Brescia.

Naturalmente si risvegliarono i fautori dell’aeroporto di Potenza (che sollecitavano revisioni tecniche) e si unirino prima quelli dell’aviosuperficie di Lavello (a ben 63 km dal mai decollato “Gino Lisa” di Foggia), perché c’era la Fiat, poi quelli dell’aviosuperficie di Grumento Nova che ne facevano rilevare l’importanza in relazione alle attività petrolifere della Val d’Agri.

Non se ne fece nulla. Pisticci ebbe dei soldi, tentò una strada. Ma niente.

Dopo anni di buio nel 2015, la Regione Basilicata acquistò per 1,5 milioni di euro il 6% del “Consorzio Aeroporto Salerno Pontecagnano”, che controllava la società di gestione di uno scalo moribondo e dalla pista corta.

I maligni dissero, all’epoca, che era un soccorso tra ex socialisti Marcello Pittella, presidente della Basilicata con il centrosinistra, e Stefano Caldoro, presidente della Campania con il centrodestra nell’infinita guerra di quest’ultimo con Vincenzo De Luca.

La società di gestione di Salerno è stata poi incorporata nella Gesac, il gestore dell’aeroporto di Napoli (gli aeroporti sono in concessione, concessione regolata dall’Enac, l’ente per l’aviazione civile).

Il consorzio salernitano – la cui società di gestione è stata incorporata nella Gesac – ha ora il 5% del capitale sociale della società che gestisce i due scali, Gesac che è controllata da 2i Aeroporti S.p.A.(83,125%), con la Città Metropolitana di Napoli con l’11,875%.

Il 1 giugno del 2022 il Governatore della Basilicata, Vito Bardi (Fi), annunciò la volontà di uscire dal Consorzio Aeroporto Salerno Pontecagnano. Il proposito fu formalizzato con una lettera al Consorzio e la Camera di Commercio di Salerno, azionista del Consorzio, immediatamente si propose per l’acquisto della quota lucana.

«Pontecagnano non è un aeroporto strategico» sentenziò Bardi.

«Quelli di prima – disse Bardi – hanno speso due milioni di euro dal 2015 al 2019 nell’aeroporto di Pontecagnano, a Salerno. Noi investiremo la stessa cifra, ma in Basilicata, per l’adeguamento, l’ammodernamento e il potenziamento dell’aviosuperficie “E. Mattei” che potrà diventare finalmente aeroporto di aviazione generale (nella terminologia aeronautica per aviazione generale si intendono i voli privati, forse Bardi voleva dire aviazione commerciale, nda)».

I lucani, come spesso accade, sono poi spariti. Avanzata francese, ritirata spagnola!

Qualcosa è però successo: nel 2025 alla maggioranza di centrodestra in carica dal 2020 si sono aggiunti Azione e Italia Viva, favorendone il successo.

Cioè “quello di prima”, che aveva speso i due milioni, Marcello Pittella è divenuto uno dei player della maggioranza di Bardi!

L’11 luglio 2024 quello che Bardi aveva definito “l’aeroporto non strategico” ha ripreso a funzionare con la pista allungata e un piano di poderosi investimenti di Gesac, Stato e Regione Campania.

Bardi l’11 luglio 2024 era atteso a Pontecagnano – del resto la Regione Basilicata, dopo la Campania (88,9%) era il secondo azionista del Consorzio – ma non si vide.

C’era, invece, assiso nelle prime file, il vicepresidente della giunta regionale e assessore ai trasporti, Pasquale Pepe.

Interrogato (dallo scrivente) sulla questione Pontecagnano, Pepe disse di essere presente all’inaugurazione a titolo personale come consulente del ministro Salvini.

Si seppe quel giorno che la Regione Basilicata, mitigato il furore iconoclasta di “quelli di prima”, non aveva più intenzione di uscire dal Consorzio: quel 6% del capitale stava ben fruttando alle anemiche casse regionali.

Infatti,  via consorzio, dalla Gesac sono arrivati nel 2023 alla Basilicata 410mila euro. Per cui i soldi che Pittella aveva dato a Caldoro stavano ben fruttando.

La gita di Pepe al seguito di Salvini, tuttavia, non fu vana. Mollato il ministro (per l’occasione a Pontecagnano c’erano solo leghisti e Azzurri, limitandosi i Fratelli d’Italia a un acido comunicato del senatore Iannone, ora sottosegretario senza deleghe ai Trasporti….. la delega da assegnare sarebbe proprio quella degli aeroporti che prima era detenuta dal viceministro Galeazzo Bignani, ora capogruppo Fdi alla Camera) Pepe tornò a via Verrastro e diede disposizioni immediate di istituire navette tra Potenza e lo scalo salernitano.

Con una velocità non nota, dopo appena un mese videro la luce le navette.

Per la verità – ma questo non si può lontanamente imputare a un assessore ai trasporti – le navette sono quei servizi continuativi che collegano due punti: in questo caso, invece,  si presero le linee di Liscio per Salerno e Napoli e le si fecero passare dal nuovo aeroporto.

Con grandissima gioia dei pendolari salernitani che lavorano a Potenza che si ritrovarono la durata del viaggio – tra andata e ritorno – allungata fino a 90′ complessivi.

Disappunto che diventava ira quando né saliva, nè scendeva nessuno all’aeroporto. Anche perchè in molti giorni soprattutto la corsa in partenza alle 18 arrivava quando non c’erano voli! 

Un capolavoro!

Le “navette” ebbero un grande successo come testimonia lo stesso entusiasta assessore ai trasporti: “Il servizio piace ai lucani era scritto in una nota della Regione – in poco meno di tre settimane, infatti, sono stati 82 i passeggeri, di cui 54 verso l’aeroporto e 28 provenienti dall’aeroporto”.

In quelle tre settimane nello scalo salernitano sono transitati 30/35 mila passeggeri, tra cui gli 82 clienti delle navette lucane, cioè lo 0,3% di tutti i passeggeri.

 

Pepe commentò: “Sono numeri incoraggianti, considerando anche il fermo di Ferragosto. E preludono a ulteriori sviluppi in vista dell’assetto definitivo degli orari dei voli da Pontecagnano”.

Anche qui non si può dire nulla a un assessore ai trasporti: non è un obbligo sapere che a Ferragosto c’è un picco dei voli, non si fa la scampagnata sulla pista. Ma ve bene così, va bene la buona volontà.

Un servizio, quello delle navette, che piaceva talmente ai lucani che dal primo dicembre 2024, è rimasta una sola corsa di andata la mattina alle 5.50 e una sola per il ritorno alle 15, dal lunedì al sabato e niente a Natale, Capodanno, Pasqua, Lunedì dell’Angelo e Ferragosto.

Torniamo al Consorzio. Avendo solo in carico la quota del 5% della Gesac, la Regione Campania e gli altri soci ne hanno deciso la liquidazione per poi suddividere la quota di Gesac tra tutti i soci.

I prodi rappresentanti della Basilicata si sono espressi nell’assemblea straordinaria dei soci dello scorso 5 agosto  “riservandosi ogni azione in merito alla stessa a tutela dei propri interessi”.

Un’opposizione generosa ma inutile: il Consorzio ha nominato il commissario che provvederà alla liquidazione. E’ Antonio Visconti, commercialista di Battipaglia e presidente del Consorzio Asi di Salerno.

Alla Basilicata al termine della liquidazione toccherà una quota tra lo 0,1 e lo 0,3% di Gesac.

“Il Presidente della Regione, Vito Bardi, evidenzia l’interesse partecipativo in Gesac della Regione Basilicata in funzione dell’avvio delle attività aeroportuali nel sito di Pisticci, i cui lavori necessari alle autorizzazioni per il volo sono in fase di completamento”.

Cioè con una quota tra lo 0,1 e lo 0,3% la Basilicata pensa che Gesac possa avviare un altro aeroporto.

Cioè allungare la pista (fare i carotaggi per allungare la pista sulla parte ora fuori dal sedime……), fare un piano industriale, trovare le compagnie disposte ad atterrare. Tutte cose semplici.

Peraltro caso mai Pisticci dovesse essere inserito nel piano degli aeroporti (che giace da un anno nei cassetti del ministero per una ben più corposa diatriba su Fiumicino) anche con un solo rigo possibilista (ma sarebbe il secondo rigo da mettere posto  che anche Grazzanise – qua ne parlo – è candidato ad avere un rigo da sfruttare nella prossima campagna elettorale campana) il gestore concessionario sarà deciso da una gara dell’Enac: è immaginabile la folla dei concorrenti!

Concessione che non si estende perchè la Regione Basilicata proprietaria della pista Mattei  ha  una quota tra lo 0,1 e lo 0,3% di una società di gestione di altri due aeroporti.

Il possesso di quella quota – al massimo – potrà essere usato per pietire qualche tessera da usare per passare al fast track e prendere il caffè alla lounge.

A patto di non esagerare.