Futuro
Giorgia ha scherzato, la Basilicata non è il Qatar (che ci vende solo gas): Bardi & Pichetto “le quote stabilite dalla giunta Dinardo”
A 5 giorni dall’approvazione del DECRETO-LEGGE 10 settembre 2026, n. 157 recante “Disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi al protrarsi della nuova crisi dei mercati internazionali e di infrastrutture e attivita’ energetiche strategiche” e quando già le piazze erano covnocate per preghiere collettive volte a chiede la grazia e far riprendere la parola al Presidente della Regione Basilicata, da allora in ascetico selettivo silenzio (giacchè ha parlato di tutto meno che del citato DL) Bardi in compagnia del ministro dell’Ambiente e della sovranità energetica, Pichetto Fratin fa sapere che nulla cambia perchè restano in vigore gli accordi del 1998 e del 2006 sul tetto delle estrazioni.
Accordi che con raffinata eleganza ricodano per il 1998, il presidente Raffaele Dinardo, uomo du cultura, delle istituzioni, persona per bene, morto da qualche anno che, una volta concluso con umiltà il servizio ai lucani, non ha chiesto né ottenuto scranni in Parlamento.
Quando Dinardo trattò, insieme all’allora vicepresidente della giunta, Filippo Bubbico, con Governo e compagnie petrolifere, per far capire cosa fosse la Basilicata apri il portafogli e mostrò – accompagnandosi con un certo tono di voce – l’immagine della Madonna di Viggiano: “Noi di quello che facciamo alla nostra terra rispondiamo alla Madonna e chiediamo rispetto”.
E allora se nulla cambia rispetto agli accordo del 1998 (Val d’Agri) e del 2006 (Tempa Rossa) perchè il decreto legge?
Bardi e Pichetto fanno i furbetti perché per arrivare al tetto previsto – cioè a quanto stabilito 28 anni fa da Dinardo e 20 anni fa da Vito De Filippo, che non viene manco citato …. – servono nuove postazioni per le estrazioni che devono essere autorizzate.
Inoltre, occorre che Bardi rilegga bene l’articolo due del decreto perché – a meno di modifiche in sede di esame parlamentare – non è lui che chiede il commissario (rigo 12 della dichiarazione congiunta “A questo scopo è prevista anche la possibilità di nominare un commissario ad acta, su richiesta del Presidente della Regione o da parte del Governo, previo coinvolgimento della Regione. Si tratta di un meccanismo di accelerazione delle procedure che lascia fermo e imprescindibile il ruolo della Regione e garantisce il rispetto di tutte le tutele previste”) ma “il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, sentita la regione interessata“.
A meno che Bardi non pensi di essere il Presidente del Consiglio dei ministri, sarà la Meloni a decidere e come gesto di cortesia “sentirà la Regione”.
Inoltre il DL non menziona affatto la quantità di petrolio da estrarre ma intende intervenire “Nei casi di procedimenti amministrativi per lo svolgimento di attivita’ di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi su terraferma, ivi inclusi quelli relativi alla perforazione di pozzi, al rilascio, alla proroga o alla modificazione di permessi di ricerca e di concessioni di coltivazione di idrocarburi“.
Parla di prospezione, ricerca e coltivazione, inoltre di modifica di permessi di riecrca e di concessione di coltivazioni di idrocarburi”.
Dispiace ma non è quello che dicono Bardi e Pichetto Fratin.
E duqnue cosa significa questa strampalata dichiarazione?
E il povero presidente del Consiglio che con tanta certezza a Bari ha elevato la Basilicata al Qatar (che ricordiamolo sempre – giusto per capire che i nostri governanti non sanno ciò che dicono – esporta in Italia gas e non petrolio come affermato da Giorgia) ora che dice?
Avanzata francese, ritirata spagnola?
