Futuro
Franco Fontana, il colore che ha restituito la speranza alla Basilicata
La Basilicata deve a Franco Fontana la speranza!
La rivoluzione del Maestro (morto ieri a 93 anni) – che mentre nel suo tempo tutti i fotografi usavano il bianco e nero, lui scelse il colore – ha i paesaggi della Basilicata come punto cruciale del suo modo di guardare il mondo.
Nel racconto della Basilicata c’è un “pre” e un “post” Fontana: il “pre” sono le foto d’autore che raccontano la terra leviana, il bianco e nero che esaltava la povertà, la durezza dei tratti estetici di chi sotto il sole lavorava la terra, il velo delle donne.
Con Fontana il mondo ha scoperto la meraviglia di una terra piena di luce e di colori.
Alla Basilicata – mentre la narrazione generale assegnava il ruolo di terra miserabile – quelle foto rivelarono la speranza di un futuro possibile migliore.
Due facce della stessa medaglia, ma non più la narrazione unica dei designati alla miseria.
I colori della Basilicata di Fontana sono stati capiti più fuori della Basilicata che in Basilicata.
Rappresentare l’arretratezza e la miseria fa più carriera, più salotti e più cassa che interpretare la speranza e il cambiamento interpretato dal colore e dalle sue mille declinazioni.
E siccome questa è una terra che spende 150mila euro per una serata di un cantante e si beve la nascita di nuovi “Dante e Petrarca”, il risultato è che nessuno dei dichiaratori quotidiani – a cominciare da quelli che occupano il grigio palazzo di via Verrastro – ha speso una sola parole di ricordo e gratitudine per questo rivoluzionario dell’immagine che ha portato i panorami della Basilicata nel mondo.
Oggettivamente è una contraddizione in termini pensare che dal grigio del Palazzo – e dal suo prezzolato contorno di jukebox – possa uscire una sola parola sul maestro del colore. Ma uno crede sempre nella Provvidenza.
