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Export primo trimestre 2026: riparte l’export di auto (ma è metà di 3 anni fa), il petrolio resta in Italia e la Basilicata respira (?)

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Il dato finale è bello rotondo: +18,2% il rimbalzo dell’export nel primo trimestre del 2026 (rispetto allo stesso periodo del 2025).

455 milioni di euro rispetto ai 385 del 2025. 70 milioni in più.

Torna l’export di automobili: 232 milioni (128 nel 2025), +81,5%.

Un auspicio più che numeri veri, visto che nel 2023 era di 514 milioni (senza andare troppo nel tempo….), ma meglio questo che il segno meno.

E come accade con un’economia piccola e poco aperta al mondo, i movimenti del settore predominante (51,1% di tutto l’export sono auto, anche qui lontani i valori degli anni d’oro ad oltre l’80%…. per la Fiat) nascondono tutto il resto.

Ma restiamo positivi: una strada in ogni comune della provincia di Potenza (almeno quella del cratere del terremoto, capoluogo compreso, invece di improbabile benefattori) alla famiglia Ferrero è il minimo che può fare.

Lo stabilimento di Balvano e i suoi Nutella Biscuits (e non solo) assicurano lavoro, produzioni ed esportazioni.

Anche nel primo trimestre del 2026 i “prodotti da forno” sono cresciuti a 58 milioni: +44% ! Quasi il 13% dell’export lucano viene da Balvano.

Il petrolio – i cui valori grazie alle follie di Trump – sono schizzati hanno portato l’effetto indotto (non solo di far aumentare le royalties a comuni e Regione, unici a festeggiare nello sconquasso generale) di fermare l’export (che era in capo a Shell e Total).

Da quasi 43 milioni del 2026 a praticamente zero nei primi tre mesi del 2026.

Nel settore positivo da registare i segni più della siderurgia e il gran balzo dell’olio da 800 mila a 2,2 milioni!

E finisce qua.

Perchè, putroppo, il resto soprattutto il “made in Basilicata” è tutto in rosso.

A cominciare dai salotti: se in questi anni la discesa dell’export si era piazzata intorno a una cifra percentuale, nel primo trimestre del 2026 è balzata a quasi il 20% e non c’entra Natuzzi che esporta dalla Puglia (dove infatti si è passati da 105 milioni del primo trimestre del 2025 a 85 del 2026).

Cosa sta succedendo? La crisi Natuzzi pesa anche sugli altri (“Non c’è da stare allegri per Natuzzi, siamo tutti sulla stessa barca” mi ha confidato un manager di un’azienda materana concorrente)? Anche qui è visibile il potente effetto delle chiacchiere.

Male, malissimo le “colture agricole non permanenti” cioè ortaggi e frutta che non cresce sugli alberi (tipo fragole….) -22%.

Per gli altri settori basta qui perché sono valori così influenzabili da una sola operazione che non ha senso nemmeno commentare.

Far muovere l’export ormai è nelle mani solo di auto, biscottini e petrolio. Il resto accompagna.

Servirebbe – per uno scatto – qualche importante investimento.

In sette anni ce lo si sarebbe attesi dal presidente dela Giunta regionale che venendo dai piani alti del Paese che conta avrebbe dovuto portarle qui quelle relazioni. Non ha portato nulla.

Così come è impalpabile l’effetto della Zes: 23 autorizzazioni (al 31 marzo) per fare cosa non si sa, senza sapere chi è stato autorizzato e per cosa (ci sono solo codici, come se un investimento finanziato dai soldi pubblici possa avere diritto alla privacy. Alla privacy di che????).

Per cui ogni trimestre accontentiamoci del saliscendi di Stellantis, della Ferrero e del petrolio.

In attesa che i 5,5 milioni di euro del bando della Regione Basilicata per l’internazionalizzazione, casualmente reso noto oggi, dispieghino i loro potenti effetti.